Mens sana in corpore sano

Anche questo è un vantaggio del correre rispetto agli altri sport: ognuno va per conto suo e non ha da rendere conto agli altri.Italo Calvino

«Corri, Forrest, corri!» è l’incitamento della madre diretto al figlio, Forrest Gamp, un ragazzo emarginato e preso in giro, sin dall’infanzia, per il suo lieve ritardo mentale e per l’apparecchio che porta alle gambe durante la fanciullezza, fino a quando scoprirà il piacere della corsa senza meta grazie all’amica Jenny.

Correre fa bene, non solo al corpo e nondimeno allo spirito, e stanca. Intanto, senza star a ripetere il vecchio adagio sulla relazione tra mente e corpo, fa bene alla linea, risolve i misfatti di qualche pasto abbondante, rassoda i muscoli. Inoltre allenta la tensione, produce un benessere a momenti soporifero: un effetto tranquillante e quasi ipnotico. Se l’umore non è quello migliore, basta una breve corsa, anche di un quarto d’ora, per ignorare ogni cattivo pensiero, scordarsi di tutte le arrabbiature.

A Roma, in Via dell’Artigianato, continuazione di Via dell’Arte dove ho vissuto per un po' di tempo, di fronte al lunapark LunEUR oramai chiuso ma aperto all’epoca, c’è un parco in cui sono andata a correre nei fine settimana. A Torino, andavo a correre, sempre nei fine settimana, o al Parco della Pellerina, ufficialmente dedicato a Mario Carrara, o intorno al piccolo giardino Sanctus dove ho peraltro giocato da bambina.

A Milano, dove ho lavorato, in cui pure ci sono grandi parchi cittadini, correvo attorno a un piccolo giardino comunale nei pressi della Stazione di Porta Romana: però solo nei fine settimana, per questioni di tempo. Una piccola razione di attività sportiva quotidiana sono riuscita lo stesso a compierla: di mattino, subito dopo alzata, dedicavo una decina di minuti allo step con il mini-stepper della Domyos. Comodo, veloce da spostare, poco ingombrante, mi permette, tuttora, di cominciare la giornata con più vitalità.

Non voglio farla lunga ma il consiglio di tenere un diario di quanto si mangia, previa pesatura dei prodotti, ha mostrato una realtà ben diversa da quello che generalmente si crede: solo annotando con costanza si scopre quanto cibo s’ingurgita anche inconsapevolmente. Ovviamente sia della pesatura sia della registrazione non abbiamo più bisogno perché abbiamo introiettato un comportamento più rispondente ai consigli prescrittoci dalla dottoressa.