Gettare la maschera

È scrostata un po’ da stagioni e venti, ammaccata per i sentimenti? Gli eventi? [...] Questa facciata nasconde una vita, ma più di tanto, ingannarti non può?Renato Zero – La facciata

Il riequilibrio può partire dall’interno ma è verosimile derivi dalla comunicazione con altri. L’insegnamento di Socrate, riassumibile nell’esortazione conosci te stesso, motto greco – corrispondente alla locuzione latina nosce te ipsum - iscritto sul tempio dell’Oracolo di Delfi, esorta a trovare la verità dentro di sé anziché nel mondo delle apparenze: Uomo , conosci te stesso, e conoscerai l’universo e gli Dei.

Conseguentemente possiamo cercare le risposte dentro noi stessi ma occorre eludere quanto rappresentato dal Santone, personaggio incarnato da Corrado Guzzanti, quando afferma che «risposta non la devi cercare fuori, la risposta è dentro di te. E però è sbagliata!».

Questa capacità di vedere dentro di sé, indicato in genere con il termine inglese insight, alla lettera visione interna e non bene traducibile con il termine italiano intuizione, «denota la capacità di un individuo di afferrare le soluzioni di un problema, l’uso ad esempio di uno o più oggetti, e di ritenere tale acquisizione tanto da poterla nuovamente manifestare in un secondo tempo» (Volpicelli 1978).

Però un conto è scrutare il soma, mediante la psiche, e un altro è lo studio che la psiche compie su se stessa. Il cervello può guardare se medesimo, ma quello che risulta può essere falsato perché l’azione è compiuta con uno strumento non perfettamente funzionante. L’occhio che guarda, in questo frangente, vale a dire il cervello afflitto, adopera i parametri dell’affezione. Le risposte che recuperiamo dentro di noi, anche se persuasive, spesso sono sempre le stesse per ogni disturbo, a prescindere dal livello d’intelligenza, cultura e documentazione sull’argomento. La seccatura è che la risposta che desideriamo è anche quella che troveremo, poiché ogni volta che il nostro occhio interno inizia a cercarla, conosce fin da subito cosa vuole trovare, è corrotto e filtrato dal malanno da cui siamo afflitti.

Nella serie televisiva statunitense The Big C, in onda su LA7 e su LA7D, la tranquilla vita di Cathy Jamison viene sconvolta quando le viene diagnosticato un cancro, da cui la grande C del titolo. Questa brutta notizia, che preferirà tacere a chiunque, specialmente all’impreparato marito Paul, al figlio Adam e al fratello Sean, la porta a gettare la maschera di perbenista beneducata che fino a poco prima aveva portato, cambiando la maggior parte dei suoi atteggiamenti sia nella vita privata sia in quella lavorativa. Questo evento le sarà da stimolo per dare inizio a una catena di cambiamenti che stravolgeranno completamente la sua vita, facendole ritrovare, in compenso, speranza e senso dell’ironia.

Conseguentemente possiamo cercare le risposte dentro noi stessi ma è opportuno rivolgere una richiesta di aiuto a un occhio esterno: amico fidato, parente disponibile, coniuge comprensivo. Oppure possiamo rintracciare spunti da benefici modelli, da idoli – canori, cinematografici o quant’altro – idonei alla bisogna. Altrimenti la soluzione va richiesta a specialisti del settore: counselor, coach, mentore.

Chiunque sia il soggetto individuato, sé stessi piuttosto che un altro soggetto, lo strumento mediante il quale sia agguanta un equilibrio interiore è una regola da seguire con disciplina in grado di riequilibrare quasi in maniera omeostatica la mente.

Se la maschera che indossiamo, volutamente o impostaci da altri, non coincide, non collima più con i nostri lineamenti occorre agire per rimuoverla o solamente rimodellarla sulla base delle nostre caratteristiche.